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09/02/2005 - Il Cagliari rende omaggio a Riva: ritirata la maglia numero 11

La maglia simbolo dei successi rossoblù non sarà mai più indossata da nessun altro giocatore

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Stagione 2004-2005. Il Cagliari è appena tornato in Serie A dopo quattro stagioni tra i cadetti. Edy Reja, eroe indiscusso della risalita dei sardi nella massima serie, non è rimasto al suo posto e Massimo Cellino ha preferito sostituirlo con Daniele Arrigoni.

Rispetto al campionato precedente sono cambiati alcuni interpreti: sono andati via Festa, Modesto e Macellari e sono arrivati Gobbi, Budel, Bega e il giovane Francesco Pisano, prodotto del vivaio rossoblù. In campionato, alla 23^ giornata, i sardi sono all’ottavo posto a quota 33 punti, frutto di 9 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte.

Dopo un tale ritorno nella massima serie, il calcio nazionale non può stare a guardare, anche perché l’attacco cagliaritano è il sesto migliore della serie A (a guidarlo c'è un certo Gianfranco Zola), con 33 reti, di cui quasi la metà, dodici, siglate da un solo giocatore: Mauro Esposito.

Marcello Lippi, commissario tecnico della Nazionale di calcio, ha già messo gli occhi sull'attaccante campano e lo ha convocato due volte ma, quella di oggi, è una giornata speciale: gli azzurri, dopo tredici anni, tornano a giocare a Cagliari. E quale occasione migliore per festeggiare, se non convocare un secondo rossoblù in azzurro? Antonio Langella, terzo cannoniere rossoblù con 5 gol, fa la sua prima apparizione con la maglia della nazionale (saranno 3 in totale).

La gara che vede contrapporsi Italia e Russia, però, passa in secondo piano perché Cagliari e il Cagliari colgono l’occasione di avere gli occhi dell’Italia puntati addosso per rendere omaggio a un mito della storia rossoblù: a 29 anni dalla sua ultima gara giocata con la maglia numero 11, il comune del capoluogo conferisce a Gigi Riva la cittadinanza onoraria e la società di Massimo Cellino decide di ritirare per sempre la maglia che in tanti hanno vestito (l’ultimo, Rocco Sabato, la consegna commosso a Rombo di Tuono durante la cerimonia pre-partita) ma che solo uno ha reso un simbolo: il simbolo di un’epoca fantastica che rimarrà nella storia, non solo del Cagliari ma del calcio italiano.

Gigi, lì in mezzo al campo, circondato dai compagni che gli sono stati vicini nell'impresa del 1970, è commosso fino alle lacrime. E il Sant'Elia, probabilmente tutta Italia, con lui.

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